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Spina o Sperone Calcaneare: Come Risolvere il Dolore al Tallone

  • Immagine del redattore: Stefano Bergonti
    Stefano Bergonti
  • 26 set 2025
  • Tempo di lettura: 11 min

Ti sei mai svegliato con un dolore acuto al tallone che ti impedisce di fare i primi passi del mattino? O forse, durante una lunga giornata in piedi, il dolore diventa sempre più fastidioso? Se ti riconosci in queste situazioni, potresti soffrire di spina calcaneare, una condizione che provoca infiammazione e dolore al tallone. In questo articolo scoprirai tutto ciò che c'è da sapere su questa problematica, dalle cause ai trattamenti, fino agli esercizi specifici per alleviare il dolore, con un approccio scientifico e di facile comprensione.

Descrizione di spina calcaneare

Il dolore al tallone è uno dei disturbi muscoloscheletrici più diffusi nella popolazione adulta, e in particolare dopo i 40 anni. Studi recenti mostrano che circa il 10% delle persone sviluppa sintomi compatibili con fascite plantare o spina calcaneare almeno una volta nella vita. Conoscere le cause, i fattori predisponenti e le terapie scientificamente efficaci è essenziale per una corretta gestione del problema e per evitare cronicizzazione.


Cos'è la Spina Calcaneare?

La spina calcaneare è una formazione ossea anomala che si sviluppa sul calcagno, l'osso principale del tallone, a seguito di processi infiammatori cronici e microtraumi ripetitivi. Questi eventi interessano non solo la fascia plantare, ma anche il legamento plantare e altre strutture adiacenti, portando a un accumulo progressivo di depositi di calcio che, col tempo, formano la protuberanza ossea caratteristica.

Per approfondimenti sul meccanismo delle calcificazioni, ti invito a consultare il mio articolo dedicato.👈


Dal punto di vista anatomico, il calcagno è l'osso che sostiene il peso del corpo durante la deambulazione e la spina calcaneare si forma tipicamente nella parte inferiore del calcagno, nel punto di inserimento della fascia plantare. Questa protuberanza può irritare i tessuti molli circostanti, causando dolore e infiammazione, rendendo difficile i movimenti quotidiani.


⚠️ Attenzione alla diagnosi differenziale: Spesso la spina calcaneare viene confusa con la fascite plantare, ma le due condizioni non sono sinonimi. La spina è una conseguenza anatomica visibile radiologicamente, mentre la fascite è un'infiammazione dei tessuti molli che può avvenire anche in assenza di sperone osseo. Spesso coesistono, ma non sempre.


A livello fisiologico e biochimico, la formazione della spina calcaneare è innescata da una risposta infiammatoria dovuta a microtraumi ripetitivi, come quelli provocati da un'eccessiva pressione sul tallone. Questi microtraumi stimolano il rilascio di citochine pro-infiammatorie, quali IL-1 e TNF-α, che a loro volta favoriscono la deposizione di calcio nelle aree interessate. Con il passare del tempo, questi depositi si accumulano e, se non vengono trattati adeguatamente, portano alla formazione di una spina calcaneare sempre più pronunciata.


Infine, un fattore importante da considerare è la biomeccanica del piede: un arco plantare troppo alto o troppo basso può aumentare lo stress sulla fascia plantare e sul tendine di Achille, esacerbando il processo infiammatorio e favorendo ulteriormente lo sviluppo della spina calcaneare.


Quando servono Radiografie o Ecografie?

Nella maggior parte dei casi, la diagnosi di spina calcaneare o fascite plantare può essere formulata clinicamente attraverso la valutazione dei sintomi e dei fattori predisponenti. Tuttavia, quando il dolore persiste per oltre 4–6 settimane o si sospettano condizioni più complesse, è utile ricorrere a indagini strumentali.

Una radiografia laterale del piede rappresenta l’esame più utilizzato per identificare la spina calcaneare, poiché consente di visualizzare chiaramente l’eventuale protuberanza ossea.

L’ecografia, invece, è utile per valutare lo stato della fascia plantare, identificando segni di ispessimento, edema o rotture parziali. È uno strumento particolarmente indicato in fase iniziale o nei casi in cui il dolore non sembra correlato alla presenza di speroni visibili.

Le linee guida dell’American College of Radiology (ACR) raccomandano di eseguire imaging solo in presenza di dolore resistente, sospetta frattura da stress, segni neurologici o inefficacia dei trattamenti conservativi.

👉 La diagnosi clinica corretta e, quando necessario, strumentale, è il primo passo per evitare trattamenti inutili e agire in modo mirato.


Cause e Tempi di Recupero

La spina calcaneare può essere scatenata da diversi fattori che, in sinergia, determinano il danno al tallone.

  • Eccesso di Sollecitazione: L'uso prolungato del piede in attività ad alto impatto, come la corsa o lunghe camminate su superfici dure, può provocare microtraumi ripetitivi. Questi danni minori, se accumulati, innescano un processo infiammatorio che favorisce la formazione di depositi di calcio sul tallone.

  • Cattive Abitudini Posturali: Lavorare per molte ore in piedi o indossare scarpe non adeguate può aumentare la pressione sul tallone. Una postura scorretta durante le attività quotidiane aggrava lo stress sulla fascia plantare, contribuendo al danno dei tessuti.

  • Fattori Meccanici: Una biomeccanica alterata del piede, come un arco plantare troppo alto o troppo basso, compromette la corretta distribuzione del peso. Questo squilibrio intensifica lo stress sui tendini e sulla fascia plantare, favorendo lo sviluppo della spina calcaneare.

  • Età e Sedentarietà: Con l'avanzare dell'età, il tessuto connettivo perde elasticità, rendendo il tallone più vulnerabile a infortuni. Inoltre, uno stile di vita sedentario può contribuire alla debolezza strutturale, aumentando il rischio di formazione della spina calcaneare.


Fattore di Rischio

Evidenza Scientifica

Dettagli

Sovrappeso / obesità

★★★★☆

Aumenta il carico sul calcagno e sul sistema fasciale

Scarpa non adeguata

★★★★☆

Mancanza di supporto plantare e ammortizzazione

Eccessiva attività sportiva

★★★★☆

Microtraumi da sovraccarico

Sedentarietà

★★★☆☆

Indebolimento dei muscoli intrinseci del piede

Biomeccanica alterata

★★★★★

Piede piatto o cavo, valgismo o varismo

Tempi di Recupero

I tempi di recupero variano notevolmente in base alla gravità della spina calcaneare e alla tempestività dell’intervento terapeutico.

Nei casi lievi, in cui il dolore si manifesta da poche settimane e l'infiammazione è contenuta, un approccio conservativo ben mirato può portare a un miglioramento in 4-6 settimane.

Nei casi moderati, dove il dolore persiste per diversi mesi e i sintomi sono più marcati, il percorso di recupero può estendersi a 6-12 settimane, sempre con l'ausilio di trattamenti adeguati e costanti.

Per le forme croniche, caratterizzate da un dolore persistente che dura da oltre sei mesi, il recupero può richiedere dai 3 ai 6 mesi o anche di più, soprattutto se il tessuto è già compromesso e l'infiammazione è diffusa. In queste situazioni, se i trattamenti conservativi non producono l'effetto desiderato, si rende necessario ricorrere a terapie più avanzate per ottenere un sollievo significativo. È importante sottolineare che ogni caso è unico, e per una valutazione accurata e per definire un piano terapeutico personalizzato è sempre consigliabile consultare un professionista.


Trattamento della Spina Calcaneare

Trattamenti Conservativi

Il primo approccio per gestire la spina calcaneare è conservativo. Questi trattamenti mirano a ridurre l'infiammazione e a favorire la guarigione dei tessuti senza interventi invasivi:

  • Riposo e Modifica delle Attività: È fondamentale ridurre le attività ad alto impatto che mettono sotto stress il piede, come la corsa o le lunghe camminate su superfici dure. Concedere al piede il tempo di riprendersi permette di interrompere il ciclo di microtraumi che innescano l'infiammazione e, di conseguenza, la formazione della spina calcaneare. Modificare le attività quotidiane, ad esempio alternando periodi di riposo a esercizi leggeri, può fare la differenza.

  • Applicazione di Ghiaccio: L'uso del ghiaccio è una strategia utile per ridurre sia il gonfiore che l'infiammazione. Applicare ghiaccio sulla zona interessata per 15-20 minuti, 2-3 volte al giorno, aiuta a limitare la risposta infiammatoria e a calmare il dolore, ma solo in una prima fase acuta. Nel lungo periodo può essere peggiorativo, ritardando i processi riparativi.

    Leggi il mio articolo completo su come utilizzare la crioterapia qui 👈

  • Farmaci Antinfiammatori: L'assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) può essere molto utile nelle fasi iniziali della spina calcaneare, soprattutto per limitare il dolore. Questi farmaci agiscono riducendo la produzione di sostanze chimiche pro-infiammatorie, contribuendo così ad alleviare il dolore e a contenere il processo infiammatorio. È importante utilizzarli seguendo le indicazioni mediche per evitare effetti collaterali indesiderati ma soprattutto sono sconsigliati nel lungo termine poichè potrebbero altamente interferire con il processo di recupero.

  • Plantari Ortopedici e Scarpa Adeguata: L'adozione di plantari su misura o l'utilizzo di scarpe con un buon supporto dell'arco plantare rappresentano un intervento essenziale per ridurre la pressione sul tallone. Questi ausili migliorano la biomeccanica del piede, distribuendo in modo più uniforme il peso e alleviando lo stress sulle aree interessate. Un corretto allineamento può contribuire notevolmente a prevenire ulteriori danni e a promuovere una guarigione più rapida.

  • Fisioterapia e Terapia Manuale: Gli interventi fisioterapici, che includono tecniche di mobilizzazione articolare e manipolazioni miofasciali, sono fondamentali per migliorare la flessibilità e ridurre la tensione della fascia plantare. La terapia manuale, eseguita da un professionista, aiuta a ripristinare il normale movimento del piede e a favorire il recupero dei tessuti danneggiati, contribuendo a ridurre il dolore in modo efficace.

  • Esercizio Terapeutico: Abbinata alla terapia manuale è sicuramente la via più complessa ma più efficace per ottenere risultati duraturi nel tempo.


Questi trattamenti conservativi sono il primo passo per gestire la spina calcaneare, permettendo di intervenire tempestivamente e favorire una guarigione naturale, senza ricorrere a interventi invasivi. Se i sintomi persistono, è importante considerare anche le terapie avanzate.


Onde d'urto al tallone

Terapie Avanzate

Quando i trattamenti conservativi non sono sufficienti, si possono ricorrere a terapie più avanzate:

  • Tecarterapia: Una tecnica che utilizza energia elettromagnetica per stimolare i processi di guarigione nei tessuti. Per maggiori dettagli, consulta il mio articolo sulla tecarterapia.

  • Onde d’Urto: Questo trattamento avanzato impiega impulsi ad alta energia per ridurre il dolore cronico e stimolare la rigenerazione dei tessuti. Questa sicuramente è la terapia in ambito riabilitativo più "invasiva" ma può dare grossi benefici con poche sedute (3) nel 70/80% dei casi. Per approfondire, visita il mio articolo sulle onde d’urto.

  • Infiltrazioni: In alcuni casi, le infiltrazioni di corticosteroidi o PRP possono essere utili per ridurre l'infiammazione e stimolare il processo di guarigione.


Un recente studio del 2017 mostra che le infiltrazioni con PRP possono avere un'efficacia paragonabile o superiore ai corticosteroidi nella gestione del dolore cronico da fascite plantare associata a spina calcaneare, con un miglior profilo di sicurezza a lungo termine.


Opzioni Chirurgiche

Nei casi più gravi o cronici, dove le terapie conservative e avanzate non portano a un miglioramento significativo, si può valutare l'intervento chirurgico. Tuttavia, questo approccio è considerato l'ultima risorsa e in una percentuale molto molto bassa di casi. Fondamentale discuterne approfonditamente con un chirurgo specializzato.


Esercizi da Fare a Casa

Un programma mirato di esercizi è fondamentale per rafforzare i muscoli del piede, migliorare la flessibilità della fascia plantare e ridurre il dolore, prevenendo recidive. La buona notizia? Puoi fare molto da solo, anche a casa. Con pochi esercizi mirati, semplici ma efficaci, puoi ridurre il dolore, rinforzare il piede e prevenire le ricadute.

Di seguito puoi scoprire una routine pratica per prenderti cura del tuo tallone ogni giorno.


Esercizi di Stretching

  • Stretching del polpaccio: appoggia il piede contro un muro con il tallone ben a terra e il ginocchio disteso. Spingi lentamente il bacino verso il muro e mantieni la posizione per 30 secondi. Ripeti 3 volte per gamba.

  • Stretching della fascia plantare: da seduto, tira delicatamente le dita del piede verso l’alto. Mantieni per 20–30 secondi e ripeti 3 volte per lato.


Esercizi di Rinforzo

  • Elastico per dita: posiziona un elastico intorno alle dita dei piedi e prova ad aprirle contro resistenza. Esegui 15–20 ripetizioni.

  • Presa con palla morbida: stringi una pallina con le dita del piede per 5 secondi, poi rilassa. Ripeti per 10–15 volte.


Altri esercizi utili

  • Rolling con pallina o bottiglia ghiacciata: da seduto, fai rotolare lentamente una pallina da tennis o una bottiglietta d’acqua congelata sotto la pianta del piede per 3–5 minuti.

  • Stretching eccentrico del tricipite surale: sali in punta di piedi su un gradino con entrambi i piedi, poi scendi lentamente con uno solo. 3 serie da 10 ripetizioni, 1–2 volte al giorno.


Come adattare gli esercizi nel tempo?

Il trattamento efficace della spina calcaneare non si limita a qualche esercizio isolato: serve una progressione chiara, graduale e adattabile alla fase clinica del paziente.L’obiettivo è ridurre l’infiammazione, rinforzare i muscoli e migliorare il carico funzionale, senza peggiorare i sintomi.


Fase 1 — Fase acuta o infiammatoria (0–2 settimane)

  • Obiettivo: calmare l’infiammazione, ridurre il dolore

  • Esercizi chiave:

    • Rolling con pallina o bottiglia congelata (3–5 min, 2x/die)

    • Stretching passivo del polpaccio e della fascia plantare (30 sec x 3 rip, 2x/die)

  • ❌ Da evitare: corsa, salti, carichi prolungati


Fase 2 — Fase subacuta (2–6 settimane)

  • Obiettivo: attivare i muscoli senza sovraccaricare

  • Esercizi chiave:

    • Rinforzo con elastico per dita e avampiede (15–20 rip, 1–2x/die)

    • Isometrie del tricipite surale (in piedi, 30 sec mantenimento, 3x)

    • Squat a corpo libero su superfici morbide


Fase 3 — Fase di rinforzo e rieducazione (6+ settimane)

  • Obiettivo: recuperare forza, elasticità e carico

  • Esercizi chiave:

    • Calf raise (sollevamenti su un piede con discesa lenta)

    • Affondi frontali e camminata sulle punte

    • Propriocezione su cuscino instabile (20–30 sec per lato)

  • ✅ Aggiungere gradualmente camminate lunghe e attività leggere


💡 Bonus: la regola del carico

Se durante o dopo l’esercizio il dolore rimane entro 4 su 10 (scala VAS), puoi continuare.

Se aumenta nelle ore o nel giorno successivo, occorre rivalutare e adattare gli esercizi.

Ascoltare il corpo è parte della terapia.


Ragazza si pone domanda

FAQ sulla Spina Calcaneare


  • Che cos'è la spina calcaneare?

È una formazione ossea anomala che si sviluppa sul tallone, spesso a causa di microtraumi ripetitivi e infiammazione cronica della fascia plantare. Col tempo, il corpo deposita calcio nella zona irritata, generando lo “sperone” visibile alla radiografia.

  • Quali sono i sintomi principali?

Dolore localizzato sotto il tallone, acuto al risveglio o dopo lunghi periodi di inattività. Può essere presente rigidità mattutina, fastidio nella camminata o dopo attività prolungata in piedi.

  • Quanto tempo ci vuole per guarire?

Dipende dalla gravità e dalla tempestività del trattamento:

Lieve: 4–6 settimane

Moderato: 6–12 settimane

Cronico: 3–6 mesi o più, con necessità di trattamenti avanzati

  • La spina calcaneare si vede con una radiografia?

Sì, una radiografia laterale del piede è il metodo più affidabile per visualizzare la spina calcaneare. Tuttavia, la sua presenza non sempre corrisponde a dolore: molte persone asintomatiche presentano una spina visibile.

  • Qual è la differenza tra spina calcaneare e fascite plantare?

La fascite plantare è un'infiammazione della fascia, mentre la spina calcaneare è una conseguenza anatomica (calcificazione). Possono coesistere, ma non sono sinonimi. La fascite può esserci anche senza sperone.

  • Quali sono i trattamenti migliori?

Si parte da un approccio conservativo:

-Riposo adattato (non immobilità totale)

-Ghiaccio nelle fasi acute

-Stretching e rinforzo muscolare

-Scarpe adeguate e/o plantari

-Fisioterapia con approccio manuale ed eserciziIn caso di scarsa risposta, si valutano onde d’urto, tecarterapia, PRP o altri approcci avanzati.

  • Posso eseguire esercizi a casa?

Sì! Esistono esercizi di stretching, mobilità e rinforzo che possono aiutare a ridurre il dolore e migliorare la funzionalità del piede. Sono particolarmente utili se eseguiti con costanza e corretta progressione.

  • Posso camminare o correre se ho una spina calcaneare?

Durante la fase acuta meglio evitare attività ad alto impatto. In fase subacuta o cronica, si può camminare (con scarpe adeguate e/o plantari), mentre la corsa va reintrodotta gradualmente sotto supervisione fisioterapica.

  • La spina calcaneare può sparire?

No, la protuberanza ossea non si riassorbe spontaneamente. Tuttavia, con il giusto trattamento, il dolore può diminuire fino a scomparire, permettendo una vita attiva e senza limitazioni. In molti casi, si convive con la spina senza sintomi.

  • È necessario l'intervento chirurgico?

Nella maggior parte dei casi, no. La chirurgia è l’ultima opzione, riservata solo alle forme severe e resistenti ai trattamenti conservativi. Anche in questi casi, è fondamentale una valutazione approfondita da parte di uno specialista.

  • Le solette o i plantari aiutano davvero?

Sì, se scelti correttamente. I plantari su misura o le calzature con supporto dell’arco plantare distribuiscono meglio i carichi, riducendo lo stress sulla fascia plantare e migliorando la biomeccanica del piede.


Conclusioni

La spina calcaneare è una condizione che può compromettere la qualità della vita, limitando le attività quotidiane e sportive. Un approccio fisioterapico integrato è fondamentale per intervenire precocemente sull’infiammazione e sulle cause biomeccaniche sottostanti, prevenendo l’aggravarsi dei sintomi. Il trattamento può includere terapia manuale, esercizi mirati, utilizzo di plantari e, nei casi più resistenti, l’impiego di tecniche avanzate come la tecarterapia o le onde d’urto.

Se soffri di dolore persistente al tallone o sospetti una spina calcaneare, contattami senza impegno. Valuteremo insieme la soluzione più adatta per il tuo recupero.


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Bibliografia

  1. Riddle, D. L., et al. (2003). Plantar fasciitis: clinical practice guideline. Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, 33(7), 481-489.

  2. Buchbinder, R. (2004). Plantar fasciitis. New England Journal of Medicine, 350(21), 2159-2166.

  3. DiGiovanni, C. W., et al. (2003). Tissue-specific plantar fascia-stretching exercise enhances outcomes in patients with chronic heel pain. Journal of Bone & Joint Surgery, 85(7), 1270-1277.

  4. Wearing, S. C., et al. (2006). The pathomechanics of plantar fasciitis. Sports Medicine, 36(7), 585-611.



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